Elogio ai dentisti

di Giulia Bozza

 

Non so se proprio tutti tutti i dentisti se ne meritino uno, ma il mio un poco sì.
Ho appuntamento alle 19, chiamo un paio d’ore prima per avvisare che probabilmente tarderò di dieci, quindici minuti, perché ho delle faccende da terminare assolutamente nel pomeriggio. «Nun te preoccupa’», mi dice. «Tanto so’ sempre tardi pure io». E difatti è così, lui è uno di quelli a cui le tabelle di marcia stanno strette, mai una volta che l’appuntamento alle 16 sia davvero alle 16, e non alle 16.45, o addirittura alle 17.20. Pensate che c’è un orologio digitale nel suo studio, al quale lui ha aggiunto una scritta a pennarello sopra il display: “Non ti fidare”. Non ho ancora capito se non bisogna fidarsi di quell’arnese, o proprio del tempo cronologico, che evidentemente prende una curva molto diversa da quella che percepiamo. Forse – siccome l’orologio si trova davanti alla poltrona – vuole solo rassicurare i pazienti frettolosi che il mestiere del dentista non rispetta sempre le scadenze al minuto: può sempre succede che arrivi il bambino che vuole dare un disegno al dottore, e lui allora perde tempo ad appenderlo sopra lo stereo. Oppure, capita la tizia terrorizzata dai trapani che tiene la bocca chiusa per cinque, dieci minuti, e lui a cercare di convincerla con pazienza che non le farà male. Read More

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25 Aprile

Di Alex Piovan

 

In un armadio di casa mia c’era una scatola contenente i ricordi lasciati da mia nonna. In questa scatola si trovava un diario che aveva scritto e che non avevo mai trovato il coraggio di leggere. In questi giorni l’ho cercato, l’ho letto ed ho deciso che non deve rimanere un quaderno destinato a prendere polvere e niente più. Read More