Raccolta poesie Federico Genco

Tremore di una notte

L’immenso fiume mi scorre davanti, trascinando
Bastimenti fatiscenti , logori mobili e delusioni passate:
una caotica brodaglia.

Osservo inerte lo scorrere incessante, selvaggio, del torrente melmoso
e della sua inarrestabile corsa che trascina impietosa sadiche folli figure.
I naufraghi implorano soccorso,
muovono
e scuotono le braccia come condannati a morte.

Da qui su il fiume non temo.
Il chiarore spolverato dalla luna
si abbandona sulle vaghe colline, mentre il cielo incerto
racconta storie a noi estranee.

Ma d’un tratto un torbido pensiero mi riscuote:
‘dovrei forse buttarmi nel lungo fiume della vita e lasciarmi
trascinare dallo scorrere incauto delle cose? Non posso
sostare per sempre nel buio della notte’.

Vado

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Recensione “Le cronache dell’assassino del re” di Patrick Rothfuss

Di Davide Apolloni

Le cronache dell’assassino del re è una trilogia fantasy scritta dall’autore americano Patrick Rothfuss. Fino a oggi sono usciti i primi due volumi della saga, Il nome del vento e La paura del saggio, mentre non si conosce ancora una data precisa per la pubblicazione del terzo e ultimo volume, Le porte di pietra. Recentemente, la casa editrice Mondadori ha rilanciato il primo volume, Il nome del vento, dopo che la casa editrice Fanucci aveva smesso di stamparlo, quindi questa mi è sembrata un’ottima occasione per scrivere una recensione al fine di avvicinare più persone possibili alla lettura di questa saga che, in mia opinione, merita davvero tanto.

I nomi sono importanti, dicono molto a proposito di una persona. Ho avuto più nomi di quanto ognuno avrebbe diritto.

I nomi sono una delle chiavi attorno alle quali si sviluppa la saga, a tal punto che lo stesso protagonista, Kvothe, musicista, arcanista e viaggiatore, dopo aver passato una vita più che avventurosa, decide di cambiare il suo nome in Kote, e diventare così l’anonimo proprietario di una locanda, la Pietra Miliare, in cui condurre una vita tranquilla e, all’apparenza, insignificante. È in questo contesto che giunge Cronista, uno storico che viaggia raccogliendo notizie sui personaggi più influenti del periodo. Kote, nel gestire la sua locanda, è aiutato da un ragazzo di nome Bast, figura enigmatica attorno alla quale il lettore potrà sviluppare innumerevoli teorie circa la sua identità e la sua storia. Read More

Le arance di Michele – Vichi de Marchi

Di Adele Melpignano

«…Dicono che Ellis Island sia una specie di purgatorio, ed è vero. Qui non sei né all’inferno né in paradiso, devi solo aspettare. Aspettare che i medici egli ispettori decidano la tua sorte, perché quello che dicono loro è legge. Se va bene, l’avventura americana incomincia, se va male, te ne torni indietro. E addio America!»[1]

Un tema quanto mai attuale quello dell’immigrazione, che proprio in questi ultimi anni ha scosso gli animi e, ai più critici, ha fatto salire la rabbia; un argomento sensibile e delicato quello dell’accoglienza o dell’aiuto a persone in difficoltà. Un dramma che noi italiani conosciamo con dinamiche diverse, ma ciò non cambia la speranza di ogni uomo di avere il meglio per sé e per i propri cari.

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La Fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

Di Adele Melpignano

«…duecento nuovi tipi di tavolette di cioccolato, ognuna con un ripieno diverso e ognuna molto più dolce, più cremosa e più deliziosa di qualsiasi altra tavoletta di cioccolato mai prodotta da tutte le altre fabbriche del mondo […] le manda pure a tutti i re e i presidenti del mondo. E non produce soltanto tavolette di cioccolato. Oh no, perbacco, neanche per sogno! Quell’uomo ha anche altri fantastici assi nella manica! Lo sapevi che ha inventato un sistema per fare un gelato al gusto di cioccolato che rimane freddo per ore e ore senza bisogno di metterlo in frigorifero?» Read More

Così Dio diventò uomo

Di Arianna Miazzo

In un vecchio libro polveroso, di quelli come non se ne trovano più, si narra di un Dio di inchiostro e di carta, incapace di provare sentimenti nei confronti degli esseri umani suoi figli e di tutte le cose da lui create.
Non c’era niente in grado di sfiorare la dura barriera di polvere che gli si era depositata sul cuore, non ne vedeva neanche il motivo. Il suo essere Dio gli bastava, come molti avrebbero voluto sentirsi, si bastava da solo, non trovava la necessità di doversi accompagnare a qualcuno, o solo esistere in vicinanza di qualcun altro.
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