Ora che siamo soli

Di Luca De Marchi

 

Ora che siamo soli
scopro le ali per lo slancio
e quando muterà il tempo cingerà di nuovo
nel fiume di parole, l’indistinto che mi riflette.
Striderà, coperto dalla pioggia.

Colui che volerà sotto al mio intricato vento,
lo loderò nel caliginoso limbo,
dell’irrompente tormenta,
mesta, eterna, brutale,
custodita dal velo del mondo.

Che in complessità mi somiglia.

Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Annunci

Carillon

Di Giovanni Mistroni

Il primo giorno era il nero.

Il nero è il terrore puro. Quel sentimento più forte di tutti gli altri, che li sommerge e li spazza via. Il terrore era tutto il mio mondo. Fuori di esso non c’era nulla, se non altro terrore. Il terrore iniziò quando passai i cancelli della Risiera. C’era una discesa e, ai lati, due mura altissime, tanto che molti di noi si sono chiesti se Dio fosse più o meno alto di quelle mura. I cancelli della Risiera sono una bocca nera che ti inghiotte e ti trasporta nel nero del terrore. Altro non c’è. Terrore erano le mura sporche, le stanze strettissime, dove rinchiudevano per mesi i prigionieri, il camino alto che periodicamente fuma di un fumo nero. Terrore sono gli uomini e le donne, i compagni e i nazisti. Terrore sono i loro fucili, le loro pistole tedesche, i loro manganelli. Il primo giorno, la realtà si fuse in un solo, indistinto sentimento nero. Altro non ricordo, né altro non capivo. Read More