Capitolo 9 – Oneri e onori

Di Samuel Nese

Non fui l’unico che sfogò tutte le sue forze su un vile essere umano, ai piedi della torre Ailis fissava pallida una carcassa inerme le cui carni stentavano a sembrare quelle di un uomo: bruciate, consumate e dilaniate. Al primo sguardo risultavano una fetida melma informe, ma se vi si avvicinava era possibile distinguerne distintamente i resti di braccia e gambe. La giovane donna del vento tentava di nascondere la fatica dietro al suo viso austero, pur senza riuscirci efficacemente, il suo stesso abbigliamento sciupato dimostrava la feroce battaglia da lei intrapresa. Quando si accorse di noi mi ringraziò per averle permesso di completare il suo compito, ovviamente io non fui da meno e feci lo stesso per avermi protetto dal vecchio mostro. Tuttavia in quell’istante era necessario prestare soccorso ai miei compagni ancora impegnati nella lotta contro le guardie.

Mio malgrado, l’esito della mia prima esperienza a capo di una compagnia fu drammatica, Arnold era ferito e sanguinava copiosamente da una gamba. Anche se egli ostentava tutto il suo vigore tra le braccia del figlio, la maschera di dolore che gli celava il viso da bonaccione palesava una pena insostenibile. Mi inginocchiai ai suoi piedi e presi la sua mano tra le mie, lo scongiurai di perdonare la mia avventatezza nel costringerlo ad accompagnarmi in quella folle impresa, ma lui non sembrava accogliere la mia mortificazione, ricordandomi che si trovava in quella condizione unicamente per sua volontà di assistermi, come tutti i nostri compagni. A mio parere ciò non aveva alcuna importanza, in quanto avevo l’onere di vegliare su di loro, essendo io un cavaliere. Ma egli ribatté divertito, sottolineando che non lo ero affatto, dato il mancato avvenimento della mia investitura, loro si trovavano là unicamente per sostenere un loro amico concittadino. Non volle aggiungere altro e mi obbligò a trovare mia sorella, unica e vera ragione della nostra presenza in quel luogo maledetto. Io gli domandai perdono un’ultima volta prima di avviarmi verso la magione. Nel frattempo Ailis tentò di visitarlo. Affidai ad Andri il compito di sorvegliare il reggente.

Seguii le istruzioni per raggiungere la cantina dove avrei trovato mia sorella, si trattava di un piccolo magazzino quasi completamente immerso nell’oscurità, l’unica fonte di luce era una stretta finestrella in cima al muro e chiusa con sbarre di ferro. Sotto di essa, in un letto spoglio giaceva una giovane figura femminile. Mi affrettai a raggiungerla, non poteva essere altri che lei. Ansioso di conoscere le sue condizioni, volli controllare se fosse ancora viva. Ella appariva come profondamente sopita, immobile respirava nel sonno e io fui profondamente sollevato dalla scoperta. Improvvisamente avvertii dei passi leggeri alle mie spalle e senza stupore mi ritrovai accanto Ailis, le chiesi cosa desiderasse ancora, dato che il nostro accordo si era già concluso. Lei osservò la bambina addormentata, poi cominciò a scrutare nello scantinato. Infine mi disse che anche lei aveva una sorella a cui teneva molto. Vagando da una parete all’altra recuperò alcuni curiosi oggetti incisi insolitamente strani, successivamente prese un pendente dagli identici motivi sfilandolo delicatamente dal collo della fanciullina. Lei si svegliò di soprassalto sgomenta, io l’abbracciai vigorosamente sussurrandole che tutto andava bene e che saremmo presto tornati a casa da nostra madre. Mi voltai per ringraziare Ailis che nel frattempo si era bendata gli occhi come meglio poteva, tuttavia ella sembrava esser tornata distaccata come quella mattina.

Quando mi riunii di nuovo ai miei compagni, fui grato di trovare Arnold ancora vivo, un dottore che non avevo mai visto lo stava medicando. Infatti non eravamo più soli, notai un’appariscente diligenza scortata da diversi picchieri che esibivano l’effigie di un drago su campo nero. Mi affrettai a raggiungere il mio compagno ferito, era talmente grave da essere impossibilitato a camminare o cavalcare. Il medico mi assicurò che lo avrebbero scortato loro per il viaggio di ritorno a Roena. Lo ringraziai di cuore per il suo aiuto, ma desideravo sapere chi fossero costoro rappresentati dal drago. Poi il cocchiere scese dalla sua postazione, annunciando la presenza del duca e la duchessa De Nobis. Finalmente aprì gli sportelli e i due coniugi aristocratici si rivelarono in tutto il loro sfarzo.

Mi aspettavo d’incontrare due personaggi anziani e saggi, tuttavia riconobbi al duca e sua moglie personalità e temperamento tutt’altro che ponderati, forse proprio per la mancanza d’esperienza alle loro spalle, in loro ardeva ancora il fuoco della sfrenata emotività fanciullesca. Ciò li rendeva superbi e inconsciamente sprovveduti. Mi rimproverarono per il mio operato a Oltrave, giudicandolo impulsivo e inadeguato ai canoni della nobiltà, tuttavia vollero esprimere la loro riconoscenza nei confronti del mio gruppo. Senza di noi non sarebbero mai stato in grado di rimediare al caos sorto nel feudo. Perciò ritenevano che il mio coraggio dimostrato durante quegli avvenimenti fosse sufficiente per nominarmi cavaliere, anche grazie al volere dell’imperatore in procinto di vincere la guerra. M’invitarono al loro palazzo per la cerimonia d’investitura che si sarebbe tenuta a poche settimane da quel momento. Io non potevo desiderare altro, finalmente mi veniva riconosciuto il più grande onore concessomi dalla mia esistenza, presto sarei diventato la nuova guida per il mio popolo e desideravo con tutto il cuore di dare inizio ad una nuova epoca d’oro per la mia patria Roena.

Prima di partire volli ringraziare per l’ultima volta Ailis, che appariva turbata nonostante i suoi occhi fossero nascosti dietro alla benda. Lei mi disse che non era necessario, dopotutto avevamo rispettato i patti stipulati. Mi dispiacque sentirla pronunciare parole così indifferenti, probabilmente non l’avrei mai più rivista e ciò mi lasciò una profonda amarezza.

Era il momento di tornare a casa.

Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...