Inetti a vivere

Di Lorenzo Casini

Il signor Z aspettava.
Lui sapeva cosa aspettava, ma non gli altri. Gli altri credevano che perdesse il suo tempo.
Il signor Z restava per lo più in casa. Usciva di rado, fosse solo anche per fare un po’ di spesa. Generalmente infatti il suo frigo era vuoto.
Aspettare gli occupava gran parte del suo tempo. Di rado mangiava. Mangiare era più un investire il tempo a fare “altro” che aspettare.
Passava le giornate così, seduto su una sedia scomoda di fronte a un televisore spento.
La sedia doveva essere scomoda, perché non poteva rischiare di addormentarsi.
E guardare la televisione lo divertiva un sacco. Da spenta era in sé un oggetto interessantissimo: ricco di possibilità, di inventiva e a volte credeva che fosse addirittura magica.
Da accesa non capiva come potesse perdere in un semplice attimo tutto il suo appeal.
Per questo preferiva tenerla spenta. E per sicurezza, per non cadere in tentazione, teneva la spina staccata.
Il signor Z inoltre non leggeva giornali e raramente leggeva dei libri.
Non aveva tempo per restare aggiornato o fantasticare.
Preferiva porsi una semplice domanda. Ancora e ancora e ancora e ancora. Continuamente.
Era un chiodo fisso, una presenza martellante all’interno della sua testa.
Oltre ad aspettare, continuava a chiedersi “Per quanto?”. Quanto tempo sarebbe trascorso ancora. Per quanto ancora quel suo estenuante lavoro di attesa, portato a compimento ogni giorno con diligenza, avrebbe dovuto durare.
Non si lamentava, in fondo qualcuno doveva pur farlo e le soddisfazioni erano maggiori di quel che si possa credere.
Solo che le vedeva solo lui. Solo lui ne era a conoscenza anzi. Gli altri non gli avevano mai chiesto cosa facesse esattamente o quale fosse il suo ruolo.
Le volte che La Domanda diventava più insistente erano le volte che si permetteva di investire il tempo altrove. Leggeva qualcosa: qualche racconto breve per non allontanarsi troppo dal suo lavoro, oppure mangiava un boccone al volo.
Un giorno andò a sedersi alla sua sedia un po’ prima del solito. Si era alzato di buon’ora quel giorno. Quel giorno la televisione si accese da sé, mostrando uno schermo grigio granuloso, come se non avesse segnale. Era ovvio in fondo: la spina era staccata.
Il signor Z a quel punto si ricordò di una cosa.
Un impegno importantissimo e fondamentale per il suo lavoro.
Come aveva potuto dimenticarsene per così tanto tempo?
Prese una giacca al volo e uscì di casa. Attraversato il vialetto giunse sul marciapiede.
Attraversando la strada fu inesorabilmente e senza alcun preavviso investito da un autobus.

 

Lo trovate anche qui: http://dark-black-reaper.deviantart.com/gallery/

 

Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...