L’extrait

Di Leonardo Bianconi

 

Il mio volo sarebbe stato chiamato di lì a poco, regalandomi ventiquattro minuti di tempo. Varcai l’ingresso del negozio e la prima cosa ad accogliermi fu l’inebriante aroma, così ripetitivo eppure così unico, che domina tutte le profumerie moderne. Rallentai il passo, per contemplare quel santuario in tutto il suo splendore. Le luci soffuse e dorate, i ripiani in sottile vetro lucido, le insegne luminose di una luce eterea accarezzavano gli occhi, che dal canto loro si lasciavano persuadere. Erano le nozze dei sensi, alle quali tutte le sensazioni intellegibili al corpo si fondevano in un lascivo senso di piacere. Il dio Denaro si manifestava nella sua forma più terrena ed immediata, ovvero sotto forma di lusso, e con una delicata carezza mi guidò verso uno dei suo profani altari. Questo era dedicato ad un solo prodotto, che, privo del pudore che è solito contraddistinguere ciò che di bello e raro abita questo mondo, mostrava nudo le sue forme allo sguardo del fedele. L’estratto emanava un bagliore aureo attraverso la gabbia di cristallo che lo imprigionava. Sussurrava parole di una lingua perfetta e sconosciuta, che con grazia celeste morivano contro le pareti del contenitore. All’aspetto suggeriva una consistenza extraterrena, scorrendo tenue, vellutato, a tratti mistico grazie alle molecole di silicone ultravolatili con le quali la farmacologia contemporanea ha benedetto la becera pelle degli uomini. Tale fluido portava chiuso in sé la promessa dell’eterna giovinezza ed allo stesso tempo il segreto per raggiungerla. In un angolo sperduto del Madagascar, donne prive di valore dedicavano la loro vita ad impollinare artificialmente i fiori di vaniglia. Questi, a loro volta inutili dell’inutilità peggiore, ovvero quella che non viene riconosciuta dall’individuo comune che abbindolato dal loro aspetto esotico li accosta al proprio grezzo principio di bello, vengono poi giustamente sacrificati affinché da essi possa esserne estratto un siero. Ma solo dopo complessi ed erotici procedimenti chimici, questo assurge a nuovi stadi di potenza e si trasforma nel sublime potere racchiuso dall’estratto. Ne applicai una ed una sola goccia sul viso, perché non ero degno di fruire di tanta misericordia. Riposi delicatamente il prodotto sullo scaffale e con riverente flemma mi allontanai piano, uscendo così dal negozio. Il numero del volo fu annunciato da una voce stupida e banale. Affrettai il passo. La messa è finita, andate in pace.

 

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