La Fabbrica di cioccolato – Roald Dahl

Di Adele Melpignano

«…duecento nuovi tipi di tavolette di cioccolato, ognuna con un ripieno diverso e ognuna molto più dolce, più cremosa e più deliziosa di qualsiasi altra tavoletta di cioccolato mai prodotta da tutte le altre fabbriche del mondo […] le manda pure a tutti i re e i presidenti del mondo. E non produce soltanto tavolette di cioccolato. Oh no, perbacco, neanche per sogno! Quell’uomo ha anche altri fantastici assi nella manica! Lo sapevi che ha inventato un sistema per fare un gelato al gusto di cioccolato che rimane freddo per ore e ore senza bisogno di metterlo in frigorifero?» Read More

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Di come Eris si divertì a Roma

Di Arianna Miazzo

 

Ci sarebbe stato un evento importante a Roma quella settimana e le persone accorrevano come al giorno della nascita del piccolo messia cristiano.

Era un’occasione unica e irripetibile, in quanto di lì a poco una delle tante ambasciate romane avrebbe aperto le sue porte a uno stormo di cervelli scolarizzati, che avrebbero potuto gioire delle tante meraviglie celate dietro a quelle porte blindate e sempre chiuse.

Era una di quelle iniziative che partono intrise di buoni sentimenti e grondanti di miele, ma che finiscono sempre e solo molto peggio di com’erano iniziate. Read More

O la vita o la morte

Di Lisa Aprile

I

Quando la ragazza entrò nel bagno, tutto ciò che pensò fu: «Dovrò perdere un pomeriggio intero a pulirlo». La madre, dietro di lei, aveva un’espressione a metà tra lo schifato e lo sconvolto.

«Chiamo immediatamente il padrone di casa, questa casa è ridotta davvero male! Non permetterò alla mia unica figlia di abitare in questa discarica. Saranno… quanti? Due, tre…? Forse addirittura quattro mesi che nessuno pulisce questo appartamento!».

La donna tirò fuori dalla tasca il cellulare e iniziò a cercare in rubrica il numero del signor P.

La figlia era altrettanto delusa dalla polvere e le ragnatele che regnavano sovrane in quel luogo, ma non voleva che sua madre interpretasse il suo sconforto nel modo sbagliato.

Nessuna delle due notò la bambina che, nell’angolo della piccola stanza, piangeva. Read More

Le mille e una luna

Di Arianna Miazzo

 

Era un’altra di quelle sere.

La finestra era aperta e la brezza primaverile entrava prepotente, muovendomi i capelli mentre me ne stavo seduto lì davanti, una mano a sostenermi la testa e l’altra a grattarmi la barba, con gli occhi rivolti alla luna crescente, come un coyote fra i canyon. Sul tavolo un piatto di spaghetti freddi che avevo trovato in frigo e avevo preso distrattamente, lo sguardo rivolto a quel maledetto calendario lunare che mi fissava dal muro, con i suoi inutili proverbi tatuati. Il proverbio del mese era: «Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.» Read More

In vacanza con il Presidente

Di Arianna Miazzo

Era un giorno di festa nello Stato: dopo mesi di sedute riformative e tentennamenti, le pensioni erano state finalmente confermate. La nazione aveva tirato un sospiro di sollievo, in particolare tutti i lavoratori che avevano vissuto periodi di incertezza prima di scoprire di essere stati salvati.

Quella brutta sorpresa era stata annunciata sei mesi prima, quando il Presidente aveva tenuto un discorso greve di tensione in cui esponeva alcune norme di sicurezza economica atte a salvare il Paese. In ricordo dell’ultima crisi mondiale del 2008, la politica europea aveva deciso di prevenire un nuovo disastro. Read More

Il suicida sfortunato

Di Arianna Miazzo

Era arrivato al punto di rottura, il dolore traboccava da ogni sua minima parte. Anche solo deglutire gli inondava il petto di dolore, spezzandogli il respiro con molteplici singhiozzi. Era quello il momento, finalmente aveva catturato l’istante, facendo prigioniero lo stato d’animo che aveva designato come indispensabile per quello che aveva progettato di fare.

Aprì la finestra della sua camera, guardando sconsolato verso il basso. Dal decimo piano la vista era mozzafiato, ma lui guardava il marciapiede, l’asfalto negli occhi. Read More

La triste storia di un personaggio che non voleva evolversi

Di Arianna Miazzo

«Gli altri mi dicono spesso che dovrei evolvermi, che non sono nulla senza una trama e un’evoluzione caratteriale, che i personaggi come me svaniscono presto e vengono buttati Fuori Dalla Storia. Dicono che sia un brutto posto, quello. Dove i personaggi dimenticati affrontano sempre gli stessi problemi all’infinito, senza riuscire a migliorarsi per risolverli. Io non voglio finire in un posto del genere, non mi ci troverei certamente bene, perché anche solo l’idea di dover affrontare ogni giorno i problemi dai quali sono afflitto costantemente già adesso non solo mi terrorizza, ma mi porta a riflettere seriamente sul senso della mia vita. Read More

Così Dio diventò uomo

Di Arianna Miazzo

In un vecchio libro polveroso, di quelli come non se ne trovano più, si narra di un Dio di inchiostro e di carta, incapace di provare sentimenti nei confronti degli esseri umani suoi figli e di tutte le cose da lui create.
Non c’era niente in grado di sfiorare la dura barriera di polvere che gli si era depositata sul cuore, non ne vedeva neanche il motivo. Il suo essere Dio gli bastava, come molti avrebbero voluto sentirsi, si bastava da solo, non trovava la necessità di doversi accompagnare a qualcuno, o solo esistere in vicinanza di qualcun altro.
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